Maggiolini Maestro Ebanista Italiano

Giuseppe Maggiolini nacque a Parabiago il 13 novembre 1738 ed è stato il principale ebanista, di corrente tardo barocca e soprattutto neoclassica italiana.
Anche se storicamente viene ricordato come Maestro d'intarsio, è più corretto definirlo Maestro in ebanisteria, dato che nell'intarsio al legno vengono affiancati altri materiali (come ad esempio l'avorio), mentre l'ebanisteria pretende l'utilizzo esclusivo di legnami in qualità e tipologie diverse, come nel caso del Maggiolini.
Nato a Parabiago MI, figlio del guardiaboschi Gilardo Maggiolini e di Caterina Cavalleri, durante la minore età lavorò al fianco del padre, alle dipendenze dei Monaci Cistercensi, presso il convento di Sant'Ambrogio della vittoria. All' età di 18 anni, iniziò a lavorare come garzone presso un falegname dalla quale esperienza maturata , qualche anno dopo aprì la sua prima bottega, al fianco della Chiesa Prepositurale dei santi Gervasio e Protasio, nella piazza centrale del borgo, che oggi porta il suo nome.Nel 1757 sposò Antonia Vignati, di Villastanza, dalla quale ebbe un unico figlio, Francesco, nel 1758. Nel 1765, il pittore Giuseppe Levati gli affidò la realizzazione di un canterano per Villa Litta, dimora del Marchese Pompeo Litta a Lainate Mi, su disegno dello stesso pittore.Quando finì l'opera, la finezza del lavoro superava di gran lunga il progetto stesso determinandone l'ascesa a cui segui la sua maestria. Successivamente collaborò alle decorazioni in occasione della festa di nozze dell'Arciduca Ferdinando d'Austria, figlio dell'Imperatrice Maria Teresa d'Asburgo, con Maria Beatrice d'Este, iniziando così a lavorare per la corte asburgica. Nel 1771 gli fu affidata la realizzazione dei pavimenti, del Palazzo di Corte in Milano, in fase di ristrutturazione, per opera di Giuseppe Piermarini, e fu proprio in questa occasione che conobbe l'architetto perugino ed altri artisti, tra i quali anche il pittore Andrea Appiani e l'architetto Giocondo Albertolli che grazie a tali conoscenze, Maggiolini, nel 1780, chiamò il Piermarini stesso, per commissionargli la progettazione della facciata della Chiesa dei SS. Gervasio e Protasio in Parabiago, ed insieme l'Albertolli, per le decorazioni interne.
Inoltre, l'Arciduca stesso gli conferì il titolo di Intarsiatore della Corte Asburgica determinandone la fam e la notorietà che il suo nome rieccheggiò nelle varie corti europee.
Ancora per i Sovrani austriaci, lavorò nel 1777, alle pavimentazioni e ad elementi di decoro e mobilio presso la Villa Reale di Monza.
Fu così che il nome di Maggiolini, venne legato alla decorazione ebanistiche di mobili, tra cui i più tipici sono: comodini, stipi, cofanetti e scatole-scrigno. Divenuto famoso, lavorò per le maggiori famiglie milanesi e per la maggior parte delle corti europee, specializzandosi nella realizzzione di cassettoni, caratterizzati dall' impiego fi almeno 86 tipi di legni differenti: dalle Americhe gli arrivavano mogano ed ebano, dalla brianza giungevano acero, agrifoglio, ulivo, bosso e biancospino. Nelle sue lavorazioni impiegava solo i colori naturali, ad eccezione di verde,blu, celeste e rosa pallido, che otteneva sulla base dei silicati, poiché non ne esistono legnami di tali cromie. I suo mobili, realizzati con pure linee geometriche, secondo il sobrio gusto neoclassico, vennero decorati ad intarsio, su cartoni forniti dai maggiori artisti dell'epoca, tra cui gli stessi Giuseppe Levati ed Andrea Appiani, con soggetti mitologici, allegorici o "alla cinese". Erano mobili di ogni genere: da camera, da sala, da gabinetto, ecc..Lavorò con lo stesso metodo anche quadri e portoni interi.A lui è attribuita l'invenzione del tavolo a letto, commissionatogli dagli Asburgo, in seguito ad una influenza stagionale, presa dall'Arciduchessa Maria Beatrice.
Pur essendo così famoso, mantenne la sua bottega nel paese natio, addirittura nel 1791 acquistò una seconda bottega, presso il fabbricato del Collegio Cavalleri.
All'alba del il 1796, il suo mecenate, l'Arciduca Ferdinando, lasciò il posto ai rivoluzionari francesi i quali portarono in Italia, con le mode dell'epoca, anche un nuovo genere di mobili, in mogano ed ottone. Il maggiolini si trovò a malincuore ridurre la sua produzione ed adattarsi alla nuova corrente. Tornò entusiasta nel 1805 in onore dell'incoronazione di Napoleone a Milano, dove gli fu commissionato di eseguire, in solamente 8 giorni, una scrivania per la Sala Imperiale. Il nuovo Imperatore molto l'arte del parabiaghese e lo invitò a lavorare per la famiglia Bonaparte.
Quest'incarico durò solamente 4 anni, infatti nel 1809 si allontanò spontaneamente, a causa delle sue antipatie crescenti verso il regime francese. Giuseppe Maggiolini morì il 16 novembre 1814, nella sua Parabiago, all'età di 76 anni, lasciando la bottega in mano al figlio Francesco e all'allievo Cherubino Mezzanzanica.

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