Un po' di storia: Corporazioni e artefici del legno a Milano



Le Corporazioni delle Arti e Mestieri, talvolta denominate Paratici, erano nate con il compito di tutelare gli interessi dei loro associati per salvaguardare la qualità delle merci, dei servizi e la relativa corrispondenza dei prezzi; esse avevano rendite proprie, nonché statuti e governo, determinavano il massimo di lavoro che un associato potesse assumere e il numero di lavoranti che un maestro poteva avere, sostenevano opere di beneficenza e di mutua assistenza, gestivano ospedali e spesso anche "chiese col relativo santo patrono che il paratico festeggiava con minore o maggiore solennità secondo la potenza finanziaria e la divozione dei membri".
Il primo Paratico A Milano
Il primo Paratico che raggruppava i lavoratori del legno e i carpentieri , è stato costituito in data 22 novembre 1385, in piena epoca viscontea. Nel 1459, durante il dominio degli Sforza, viene fondata la “Schola Magistrorum a lignamine Sancti Joseph Mediolani”, successivamente denominata “Università dei Legnamari” sotto il patrocinio di San Giuseppe, il cui statuto subisce diverse variazioni negli anni 1530-1554-1607-1611-1621-1687.
Negli statuti vengono poste le condizioni e l’organizzazione del lavoro come cita il primo capitolo del primo statuto: “ Primo: che tutti li Magisteri di legname de la Citade, Borghi e Corpi Sancti de Milano voglia tengano bottega, o non, si intendano et siano reputati scholari de la schola dela capella de sancto Joseph quale è ordinato debia essere facta o sia serà constructa nela giesa mazore de Milano, cioè a payro et disotto dela capella deputata al collegio di Notari, et quale capella de sancto Joseph et suoi beni et de dicta schola debiano fir gubernati regulati et administrati tantum per essi scolari prout infra”.
Inoltre, alla festa di San Giuseppe, “patrone de la dicta arte”, dovevano venir pagati 10 soldi imperiali da parte di chi avesse “bottega” mentre solo 5 da chi non l’aveva.Questa corporazione, abbastanza potente, comprendeva, oltre ai falegnami e carpentieri anche tornitori, intagliatori, scultori del legno, intarsiatori, fabbricanti di seggiole e altri “lavoratori del legno” .
Nel censimento del 1610, ancora in epoca spagnola, i legnamari presenti nella città di Milano sono 140 mentre gli abitanti sono 125.000.In una grida datata 8 marzo 1767, non solo sono elencati alcuni settori conglobati nell’Università dei Legnamari, ma è anche percepibile quanto fossero ferree e costrittive le regole della stessa Università: “ ….. come pure vada a fare qualsivoglia Invenzione contro qualsiasi persona, che tiene Bottega di Legnajuolo, Lavoratori di Ebano, e di qualsisia Instromento atto a sonare, Fabbricatori di Carri di Carrozze, e Carrette, Segionari, Fabbricatori di Scocche di carrozze, Archibuggiari, Scatolari, Legatori di Balle o siano Imballatori, Fabbricatori di Mollini, e Folle, Vascellari e qualsisia altro che tiene qualsivoglia genere di esercizio soggetto alla giurisdizione di detta Scuola non descritto per Maestro in detta Arte, e che prima non ha fatto la sua prova, e non ha pagato il prezzo, ed onorario a tenore della disposizione de’ Statuti di detta Scuola , come pure quelli che tengono nella loro Bottega Lavoranti, e Garzoni non descritti nella stessa Scuola alla forma de’ Statuti di essa……”
Documenti
Il recente esame di una serie di documenti conservati presso l’Archivio Storico di Milano,consente di precisare il contesto in cui le corporazioni si sono evolute e successivamente soppresse. Il 4 marzo 1690 i Tornitori Concari si distaccano dall’Università dei Legnamari per formare una propria corporazione, l’Università de Mercanti Tornitori Vascolari chiamati Concari della città di Milano.
Anche questa corporazione nasce sotto il patrocinio di S. Giuseppe e anch’essa, al primo capitolo del suo statuto cita: “ Che ogni anno il giorno di S. Giuseppe, sotto la cui invocatione & protettione resta applicata la detta Università, s’habbino la mattina da congregare nel luogo………”
In data 22 aprile 1728, già in epoca asburgica, anche gli Intagliatori si scindono dall’Università dei Legnamari e fondano “L’Università degli Intagliatori ossia degli Scultori del legno” sotto il patrocinio di San Luca, patrono delle Belle Arti.
Nel capitolo IV dello Statuto (1732) si legge: “Che tutti li Maestri Intagliatori o siano Scultori nel legno della Città, Borghi e Corpi Santi di Milano, che di presente hanno Bottega, o che fanno tal Professioni in Casa, s’intendino, e siino tutti Scuolari di detta Congregazione sotto la sodetta Protezione di S. Luca, senza altra prova, o esperimento.”
Abolizioni e soppressioni
Nella seconda metà del 700, le sorti delle varie Università sembrano volgere al peggio in modo piuttosto rapido. Due sono le principali cause scatenanti: da un lato, osserviamo che le Corporazioni impediscono e rifiutano in ogni modo l’ adozione di nuovi metodi e nuove tecniche produttive e organizzative, mentre dall’altra un eccessivo carico fiscale, attuato secondo l’estimo del mercimonio, continua a essere ripartito tra le Corporazioni, senza gli opportuni aggiornamenti in funzione dell’effettiva quantità di merce lavorata, ragione per cui un settore in crisi continuava a venire tassato in base ai vecchi parametri.
Di particolare interesse è il documento intitolato “Osservazioni fatte dal corpo degl’individui de’ legnamari sopra i libri e le scritture della loro Università esistenti negli atti del supremo real consiglio”. Non è nota la data di stesura, ma si presume sia stato redatto tra il 1770 e il 1773.
In esso vengono denunciati abusi di ogni genere: truffe ai danni della cassa dell’Università, aumenti di estimo, abusi di licenze; in pratica, le tasse, i dazi e il malcostume dilagante avevano indebitato in maniera irreversibile le Corporazioni. Le nuove riforme operate da Maria Teresa d’Asburgo sanciscono definitivamente l’abolizione delle Corporazioni sia per i troppi debiti accumulati dalle rispettive Università, sia per una definitiva liberalizzazione delle arti e professioni stabilendo che possono essere soppresse le Università che trattano una professione che “ non interessa punto ne la fede, ne la salute, ne la sicurezza pubblica.” come si desume da una lettera del 12 ottobre 1772 indirizzata al Conte Secco Commeno (qui citato come Secchi), Consigliere del Regio Ducal Magistrato Camerale dello Stato di Milano L’11 gennaio 1773 viene abolita l’Università dei Legnamari che si trovava in Contrada detta Della Spiga in Porta Orientale. Il 21 febbraio 1774 vengono soppresse, con un unico atto, le ultime quattro Università: quella degli Intagliatori, insieme a quelle degli Spadari, Lanzari, Filoselari. La soppressione del sistema corporativo manifesta i suoi effetti lentamente. Una forte ripresa dell’attività legata alla produzione di mobili e arredi, avverrà, su basi completamente rinnovate, solo attorno agli anni ’80 del Settecento.

testo originale di: Giusy Baffo
fonte: www.antiqua.mi.it

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